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Dall’11 settembre sulle piattaforme digitali e in radio il secondo singolo di Gio DeCaprio per Jazzy Records. Dopo “Udinì”, una nuova canzone costruita intorno a un personaggio e alle contraddizioni della vita contemporanea. Online anche il videoclip ufficiale. Dopo Udinì, Gio DeCaprio torna con Santo Subito, nuovo singolo pubblicato da Jazzy Records, disponibile dall’11 settembre sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica. L’uscita è accompagnata dal videoclip ufficiale, realizzato come un fumetto animato che riprende e amplifica l’immaginario della canzone. Se nel precedente singolo la figura di Harry Houdini diventava il punto di partenza per parlare di libertà e delle gabbie dalle quali tentiamo di sottrarci, questa volta DeCaprio prende in prestito l’armamentario della santità per raccontare qualcosa di molto più terreno: il perbenismo, la falsa moralità e la necessità sociale di apparire dalla parte giusta. Una piccola commedia contemporaneaSanto Subito è costruito come uno swing teatrale e disincantato. Autorità, opportunisti, perbenisti e “uomini di buona volontà” popolano uno scenario volutamente grottesco nel quale compaiono paradiso e inferno, aureole, diluvi e battelli salvifici. Il protagonista, però, non sembra interessato alla redenzione. Di fronte alla possibilità di salire sul battello sceglie di restare dov’è. Il suo «non parto, resto qui» contiene il senso della canzone: meglio dichiarare le proprie imperfezioni che adeguarsi a una rispettabilità di facciata. La satira procede senza toni moralistici. DeCaprio osserva piuttosto un campionario di comportamenti comuni e lo porta leggermente fuori misura, fino a renderlo paradossale. È un meccanismo già presente in Udinì e che definisce una caratteristica della sua scrittura: la canzone come breve racconto, spesso affidato a un personaggio attraverso il quale leggere situazioni e contraddizioni riconoscibili. Il Jazz come linguaggio narrativo Anche l’arrangiamento segue questa impostazione. Il brano si muove su un impianto jazzistico, con lo shuffle della batteria a imprimere un andamento leggero e mobile alla narrazione. Gio DeCaprio è alla voce e al pianoforte acustico, Dario Rosciglione al contrabbasso e basso elettrico, Amedeo Ariano alla batteria, Juan Carlos Albelo Zamora al violino, armonica cromatica e flicorno, Max Filosi al sassofono ed Enrico Solazzo alle tastiere. Una grande band di accorsati jazzisti che costituisce l'asso nella manica di Gio, che può contare sull'esperienza di musicisti navigati per valorizzare la sua scrittura, la sua voce e, soprattutto, il suo sguardo originale e disincantato. La varietà timbrica dell’organico contribuisce alla dimensione teatrale del pezzo: più che costruire un accompagnamento uniforme, gli strumenti intervengono nel racconto con colori e accenti differenti. Ne risulta un brano nel quale jazz, swing e canzone convivono con una scrittura fortemente legata alla parola. La produzione artistica è di Dario Rosciglione; Gio DeCaprio ed Emanuela Baroni firmano la produzione esecutiva. La registrazione è stata curata da Simone Sciumbata, il mixaggio da Enrico Solazzo. Edizioni e distribuzione Jazzy Records / DistroKid.
Il videoclip: un comic in movimentoIl videoclip trasferisce la stessa impostazione in un universo animato, colorato e surreale. Il protagonista attraversa un mondo popolato da personaggi grotteschi, cerimonie improbabili, animali e autorità, mentre aureole, simboli religiosi e persino un diluvio vengono trattati con la stessa ironica noncuranza della canzone. La scelta dell’animazione evita una traduzione letterale del testo e ne accentua invece la componente paradossale. Il risultato richiama un comic in movimento, una sequenza di quadri nella quale il tema della rispettabilità viene progressivamente deformato fino alla caricatura. È anche un elemento di continuità con il videoclip di Udinì, dove DeCaprio compariva già attraverso un proprio doppio illustrato, inserito in un ambiente di cabaret, magia e illusionismo. Nei due video cambia l’immaginario, ma rimane l’idea di costruire attorno alla canzone un piccolo mondo visivo autonomo. Da “Udinì” a “Santo Subito” Il nuovo singolo arriva a pochi mesi da Udinì, pubblicato il 27 maggio 2026 come primo capitolo discografico del progetto di Gio DeCaprio. Il brano ha raggiunto due volte il primo posto nella classifica radio Absolute Beginners by Rockol, è entrato nella Indiemusiclike del MEI e nella Classifica Indipendenti Web; il relativo videoclip ha inoltre superato le 12 mila visualizzazioni su YouTube. Sono risultati che hanno accompagnato l’avvio discografico di un percorso musicale iniziato diversi anni prima. DeCaprio è tornato infatti a dedicarsi stabilmente alla musica dal 2010, dopo esperienze professionali lontane dall’attività artistica, lavorando progressivamente a un repertorio nel quale confluiscono canzone d’autore, jazz, ritmi di derivazione brasiliana e scrittura narrativa. Con Santo Subito emerge soprattutto una continuità con il primo singolo: l’interesse per personaggi che permettono di raccontare altro da sé. Udinì e l’improbabile aspirante santo appartengono a mondi differenti, ma svolgono una funzione simile: diventano il dispositivo attraverso il quale osservare temi più ampi – prima la libertà, ora la distanza tra ciò che siamo e ciò che vogliamo mostrare. Edizioni Jazzy Records – Distribuzione DistroKid.
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